9 aneddoti sui grandi Artisti


Il padre di Monet era fermamente contrario alla volontà del figlio di diventar pittore: avrebbe preferito ch’egli aprisse un’attività, ad esempio una drogheria.

Ci fu un periodo in cui Jackson Pollock si guadagnava da vivere facendo l’addetto alla pulizia delle statue per la nettezza urbana. Non disdegnò neanche il lavoro da bidello che gli venne offerto nella scuola dove il fratello Charles faceva l’insegnante.





Un giorno, quando era ragazzo, Salvador Dalì diede fuoco alla propria stanza. Inoltre, era uno studente indisciplinato e fu buttato fuori da scuola, a Madrid. Credeva anche di essere la reincarnazione del fratello morto nove mesi prima ch’egli nascesse per una gasteroenterite.

Vincent Van Gogh fu un artista molto prolifico: nell’arco della sua vita fece più di 1100 tra schizzi e disegni e dipinse 900 quadri. Ne vendette solo uno. Se non è ostinazione questa.

Per più di un mese, Paul Gauguin lavorò alla costruzione del Canale di Panama come sterratore.

Leonardo Da Vinci era mancino. I suoi quaderni di appunti sono scritti da destra verso sinistra.

Michelangelo considerava apporre la firma sui propri lavori un biasimevole atto di orgoglio. La Pietà vaticana è l’unica opera su cui è incisa una piccola “M” in corsivo (altre lettere sono meno visibili). Si dice che il Maestro si sia poi pentito di aver contrassegnato il marmo in quel modo.

Quando La Gioconda fu trafugata dal Louvre nel 1911, uno dei sospettati fu Pablo Picasso. Il suo nome fu fatto dall’ amico (!) Guillaume Apollinaire.

Il 3 dicembre 1961, il dipinto “Le bateau” di Henri Matisse venne messo in esposizione al Museum of Modern Art…appeso al contrario. Rimase così per 46 giorni prima che qualcuno se ne accorgesse.

Fonte: http://www.arte.rai.it