Recensione Equilibri di Mariano Lodato

Recensione Equilibri di Mariano LodatoEquilibri è un libro capace di far “disorientare” il lettore e, solo in seguito, far ritrovare l’equilibrio.

Così come accade al protagonista, Matteo Malpieri, nel corso dei primi capitoli mi sono ritrovata disorientata, quasi fino alla frustrazione, alla fine. È proprio questo “stuzzicare” il lettore ponendolo davanti a diversi quesiti che mi ha incuriosito, perché ad un certo punto ti chiedi dove l’autore voglia andare a parare. Ma ben presto tutta la sete di sapere, di svelare i perché, i come ed i quando vengono saziate e tu, insieme al protagonista, apri gli occhi ad una realtà che non credevi possibile (anche grazie all’inizio “disorientate” del libro).

Nella prima parte del libro l’autore riesce a imprimere un senso di ansia dato dal luogo in cui si muove e dallo “status” in cui si trova Matteo. Un’ansia crescente che culmina con uno “scontro”, ma che viene magistralmente smorzata mediante il carattere burlesco di Matteo. Questo senso di angoscia muta (anche grazie alla comparsa di un nuovo personaggio) in un senso di liberazione una volta giunti alla consapevolezza, grazie alle risposte che faranno chiarezza ma che metteranno nuovi tarli e pensieri in testa a Matteo così come al lettore.
Proseguendo con la lettura, fra nuove rivelazioni e prove da affrontare, ci troveremo in una nuova ambientazione che è l’antitesi -o comunque ben distinta- rispetto a quella vissuta in precedenza e alla quale ci eravamo abituati.

Ed ecco che anche nell’ambientazione, Equilibri riesce a scuoterci, farci perdere quell’equilibrio appena riacquistato per porci immediatamente dopo le basi al fine di impadronircene di nuovo.
Tanto nell’ambientazione quanto nella trama, così come avviene anche per la caratterizzazione dei personaggi, in Equilibri abbiamo un continuo avvicendamento di luci e tenebre, anche in un’unica persona oppure vedendo la stessa circostanza da un’altra prospettiva e facendoci giungere spesso alla conclusione che il varco fra la luce e le tenebre è tanto labile quanto è facile cadere nelle tentazioni o, viceversa, non lasciarsi condizionare seguendo la rettitudine delle virtù.
Questi continui “messaggi” o rappresentazioni di luce e tenebre mai troppo evidenti, fanno da sfondo ad ogni pensiero, scelta, situazione; certo è che in seguito tutto viene spiegato e trova un perché, aspetto che ho molto apprezzato in quanto non è cosa da tutti non lasciare nulla al caso, specie se si crea una trama che vede una storia alquanto elaborata, ricca di svariati elementi e personaggi.

E poi… BOOOOOOOOOOOOM! Ecco che improvvisamente (ma sempre con una giustificazione del caso e una ragione indispensabile affinché questo avvenga), ci ritroviamo in un contesto assolutamente diverso, necessario per l’evolversi della storia, per il protagonista e (possiamo dirlo o facciamo spoiler? Ma no, diciamolo!) indispensabile per sottoporre Matteo alla sua ultima prova. Quindi abbiamo sì un cambiamento di ritmo in questa sinfonia che è Equilibri, ma la continua coerenza e l’incessante tumulto di sensazioni, dialoghi e circostanze quotidiane fanno apparire tutto talmente naturale e scorrevole da dimenticare per un tratto quanto vissuto nei capitoli precedenti (anche se latente c’è, finché non salterà fuori con forza).
Così come per la storia ed il suo evolversi – nonostante si tratti di una trama elaborata in cui si evince un’attenta ricerca e un studio delle informazioni – è scorrevole anche la narrazione: mai troppo prolissa, tuttavia ricca di dettagli specie riguardo agli aspetti caratteriali dei personaggi che così acquisiscono forma, dando maggiore spessore e veridicità all’intera storia.
Ho trovato particolare il modo in cui l’autore ha dato vita alla vicenda, un modo direi “complesso” per il tipo di romanzo in questione, caratterizzato da una trama già di per sé articolata, ma d’effetto se il suo intento era quello di disorientare intenzionalmente il lettore per iniziare a metterlo al corrente lungo la lettura, così da fargli gustare maggiormente il sapore della scoperta. (Avete presente quando vi appare chiaro qualcosa di evidente ma che prima non vi era propriamente chiaro e quindi esclamate “aaaaaah eccerto mo’ capisco!”, ecco questo è il senso di scoperta liberatoria di cui vi parlo).
Altro punto forte del libro è Matteo: un personaggio principale capace di prenderti per mano e trascinarti con lui – fra una battuta e un pensiero, uno scontro e una “domanda”- per farti vivere l’intera storia dal primo capitolo fino all’ultimo rigo, in modo intenso e “ritmico”.

In conclusione sono felice di aver letto Equilibri e aver scoperto questo talentuoso autore, Mariano Lodato, perché ho trovato in questo libro un modo originale di narrare il fantastico in cui non mi ero mai imbattuta prima; difatti non saprei in quale “categoria” inserire un libro simile perché non è solo fantasy ma anche un libro di crescita, è un’avventura (anche interiore) arricchita da un carattere forte e dall’ironia del personaggio, un libro in cui non manca il confronto con altri personaggi, anch’essi ben caratterizzati, e ricco di morali che il lettore con il suo libero arbitro può porre sulla bilancia per trovarne l’equilibrio.

Piuttosto che provare a categorizzarlo mi sento di consigliarlo: non solo quindi a chi ama il genere fantasy, ma anche a chi desidera vivere una nuova avventura, a chi vuole aprire i suoi orizzonti ad una storia che vede nello stesso vaso di Pandora Vizi e Virtù, un vaso dentro il quale perdersi in modo da ritrovare se stessi ed il proprio equilibrio.

Vai alla segnalazione/scheda di Equilibri di Mariano Lodato