Recensione “Scarlet: Morire per vivere” di Chiara Casalini

Recensione "Scarlet: Morire per vivere" di Chiara CasaliniDescrizione:
Il mito dei vampiri e il loro mondo tenebroso e affascinante da sempre ci catturano in una visione romantica, nonostante tante sanguinarie leggende. Più simile a un diario postumo che a un classico romanzo vampiresco, questo libro ci mostra il mondo umano attraverso gli occhi di una nuova non-vita: l’amore, il dolore, la solitudine come rifugio e poi… l’incontro con un personaggio dal volto misteriosamente familiare che porterà Scarlet ad addentrarsi, in cerca di risposte, in un mondo oscuro e crudele, dove sarà costretta a confrontarsi con tutte le paure e i ricordi da cui era sempre fuggita. La storia di un’esistenza umana raccontata dopo la morte e l’abbraccio.




Recensione e osservazioni personali:
Premetto che consiglio questo libro a tutti i lettori che hanno detestato le sdrucciolevoli scene dei vampiri luccicosi ma che amano il genere fantasy romance che vede come creature principali proprio i vampiri.
In questo libro i vampiri sono realisticamente distaccati dai sentimenti (anche se la bella e temeraria Scarlet ne farà riemergere qualcuno).

“Ogni dolore ha una sua fine e spesso siamo noi a decidere la sua durata: più lo si reprime, più è forte e vivido nei ricordi. –” – da “Scarlet: Morire per vivere”

Scarlet: Morire per vivere più che come primo capitolo di una trilogia lo vedo come un Prequel in cui conosciamo i personaggi principali ma soprattutto scopriamo i motivi e le circostanze che hanno portato Scarlet a diventare quella che è. Come un preludio, la quiete prima della tempesta; una preparazione emotiva (oltre che strutturare dell’intera storia), non solo per ciò che dovrà affrontare Scarlet, ma anche per quello a cui ci metterà di fronte l’autrice nel secondo libro, Scacco al Re.

“Meglio bruciare all’inferno con te, che vivere in paradiso da solo” – da “Scarlet: Morire per vivere”

La cosa che mi è piaciuta maggiormente dal punto di vista narrativo è l’uso della prima persona in uno stile raccontato in forma di diario. Tutta la narrazione del libro, infatti, è posta sotto l’ottica di diario: quello di Scarlet. È lei a raccontare ogni evento e circostanza che l’hanno portata ad essere quella che è, nel momento stesso in cui scrive il diario: un vampiro.

L’unica osservazione negativa che mi sento di fare è la continua ripetizione degli eventi che scandiscono la quotidianità di Scarlet, se fosse possibile suggerirei di alleggerire la cosa oppure colorarla con l’accenno di una circostanza atmosferica o emotiva di Scarlet.

Per il resto l’ho trovato un urban fantasy interessante perché mette quella dose di curiosità che spinge il lettore a scoprire l’arcano, senza tuttavia mai svelarlo eccessivamente.

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